Al tuo orto che non è orto
A tutto c’è rimedio, tranne che alla morte
Papà mio che sei lassù
sono io guarda quaggiù
al tuo orto che non è orto
ma una pista d’aeroporto
sia la zappa che la vanga
danno un callo ad ogni solco
danno affanno ad ogni buca
Da questo nuovo mestiere
uso la terra come corriere
e ti scrivo
del mio cuore tra lamiere
e di mamma curva
che scippa l’erba e le galline
del letame che concima
ma all’orto servi tu
e di più a noi.
“Ho fatto tutto” hai detto
e poi via lontano
dalla mia supplica
tra la vigna e i pomodori
tra gli ulivi e la noce
tu sei irrimediabilmente
già lontano.
E ora ti cerco
come fossi un aeroplano
con gli occhi sempre in volo
io ti cerco più di prima
ma qui di vita vedo solo
passare la mia.
Mi sono commossa: poesia stupenda
Grazie Martina del tuo commento scritto. Mi fa piacere che i miei versi ti hanno emozionato. Torna a leggermi se ti va. Ci tengo molto.
L’ho sentita risuonare dentro di me. Grazie di averla scritta.